FORUM GIOVANI

Il Forum Giovani è stato portato avanti da un gruppo di venti/trenta ragazzi sostenitori del Partito Democratico. Il Forum ha rappresentato una grandissima occasione per fare della politica in una maniera completamente nuova e su argomenti che maggiormente stanno a cuore a noi ragazzi.Il forum si è svolto il 29 e 30 marzo scorsi ed è stato, a parer mio, un successo. Non è facile aggregare i giovani, oggi giorno e portare nei due giorni più di 120 ragazzi è un risultato non da poco. Il mio (il nostro) ringraziamento va al PD che ha avuto l’intelligenza di darci lo spazio che meritiamo. Sei sono gli argomenti che abbiamo affrontato:a) Scuola e universitàb) G2 (seconde generazioni di immigrati)c) Ambiente nel territoriod) Lavoroe) Potere d’acquisto delle famiglief) I giovani nelle città  Personalmente ho seguito e coordinato il tavolo di lavoro sui giovani nelle città. Questa è la relazione che abbiamo presentato a Daniele Manca e Fabrizio Castellari, rispettivamente sindaco e coordinatore del Partito Democratico di Imola. 

Due sono le provocazioni lanciate da Diego Culli, presidente nazionale del Forum dei Giovani Amministratori (forum voluto da Veltroni per quei giovani che ricoprono incarichi all’interno degli enti territoriali), in merito al tavolo di lavoro sulle politiche giovanili.

 

La prima è quella di smettere di “parlare” di politiche giovanili. Quello che interessa i giovani è avere una politica, una città che apra spazi. E’ per questo che si parla di trasversalità. In cosa consiste, questo? Non nell’assegnare la delega alle politiche giovanili, ma nel lasciare al sindaco l’incarico di condurla, ovviamente affiancato da tecnici che si relazionino con lui e con i giovani.

 

La seconda è che, se la politica vuole rappresentare la modernità, lo deve fare anche dal punto di vista culturale. Il nostro Paese ha paura di innovare. La cultura non è un museo. L’Italia può e deve avere l’ambizione di creare della cultura.

 

Il problema è rappresentato dal fatto che, tanto a livello nazionale quanto a livello locale, le politiche giovanili sono collegate quasi esclusivamente alla risoluzione di problemi come droga, alcolismo e bullismo.

 

Una prima risposta è venuta, a livello locale, dal “progetto giovani”, sorto con l’idea che i giovani rappresentino non un problema, quanto una risorsa. E’ chiaro, comunque, che le politiche giovanili devono essere affrontate non soltanto dall’assessorato alla cultura, ma da tutte le istituzioni.

 

Come può essere fatto tutto ciò? Creando delle OPPORTUNITA’ che vadano a completare quelle iniziative che già esistono e sono consolidate. Quindi affiancare a iniziative di successo come “”Imola in musica” o come “la Carta Giovani” nuove iniziative, ma anche nuovi luoghi di ritrovo.

 

Il problema in sé non è rappresentato dal numero di iniziative (il comune di Imola organizza in un anno più di 100 iniziative che coinvolgono i giovani), quanto riuscire ad avere frequentazione al di là delle c.d. “iniziative pubbliche”. 

 

Il compito dell’amministrazione è quello di rendere più semplice ed accessibile l’attività di coloro che hanno un’idea. Quello quindi di favorire l’intraprendenza ed il dinamismo dei privati, semplificando la complessa burocrazia. Lo sforzo maggiore deve essere quello di fare in modo che le potenzialità siano sfruttate.

 

A questo punto, la richiesta formale dei giovani, in base ai lavori svolti, non è quella di una istituzionalizzazione, ma della creazione di opportunità. I giovani non rappresentano un problema e non devono essere visti solo sotto l’ottica di problemi da risolvere quali droga, alcol, bullismo nelle scuole, che pure sono problematiche di estrema attualità. La creazione di opportunità è per noi riassumibile in sei punti:

 

1)   Primo punto: confermare e potenziare quelle che sono le possibilità e le iniziative già esistenti, ampliandole, ma al tempo stesso cercando di semplificarle (es. Carta Giovani, Imola in musica, teatro, cinema…)

2)   Secondo punto: favorire le iniziative e i luoghi di aggregazione giovanile, in particolare con la c.d. “rivitalizzazione” del centro storico

3)   Terzo punto: dare ai ragazzi quella che si può definire come “autodeterminazione”, ossia concedere, in maniera responsabile, spazi e attività sotto il loro controllo e responsabilità, ma coordinati e coadiuvati dalle istituzioni comunali

4)   Quarto punto: favorire l’intraprendenza e il dinamismo dei privati, ossia dare la possibilità a chi ha idee e competenze, di poter creare nuove attività, tenendo anche conto dei finanziamenti che possono giungere dall’UE. In questo senso va aggiunta la richiesta di una semplificazione della burocrazia e delle pratiche per poter svolgere un’attività. Chi ha un’idea valida e concreta, abbia la possibilità di portarla avanti, anche come a livello nazionale sostiene Veltroni quando parla di “imprese in un giorno”

5)   Quinto punto: un tavolo di confronto sempre aperto tra ragazzi, associazioni e istituzioni, sfruttando le tecnologie informatiche e internet. Creare, quindi, un portale (aperto a cittadini, associazioni, imprenditori e istituzioni) sempre aggiornato su proposte e  iniziative, ma anche disponibile per eventuali dubbi e critiche

6)   Sesto punto: rendere conoscibile e accessibile il tessuto associativo disponibile del comune, oltre che le risorse disponibili all’interno del territorio comunale, rendendolo aperto a chiunque abbia un progetto serio.